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Licenziamento contratto a tempo indeterminato a Roma

Licenziare un lavoratore con contratto a tempo indeterminato può avvenire solo per tre fattori: per giusta causa, e quindi il datore di lavoro non è tenuto a dichiarare il periodo di preavviso; e per giustificati motivi soggettivi ed oggettivi e, qui, occorre dare il preavviso.

Adesso, entreremo nel vivo dell'articolo per puntare la nostra lente d'ingrandimento, in maniera più specifica, sull'argomento.

Cos'è e come funziona

Per licenziamento s'intende la fine di un rapporto lavorativo tra il datore di lavoro ed il suo impiegato.

Avere un contratto a tempo indeterminato, invece, sta a significare che il dipendente, sotto retribuzione, è obbligato a lavorare senza alcun vincolo di durata; al contrario del contratto a tempo indeterminato nel quale vi è una scadenza ben stabilita. Il rapporto di lavoro indeterminato, infatti, può essere sciolto solo causa pensionamento; per dimissioni da parte del lavoratore; per licenziamento effettuato dal datore di lavoro o, in ultimo, per il fallimento dell'impresa.

Per quanto riguarda il licenziamento contratto a tempo indeterminato, esso può avvenire solo in tre casi.

Si dice per giusta causa, quando l'impiegato ha compiuto azioni tanto gravi da giustificare il datore di lavoro ad interrompere il contratto lavorativo. Quando avviene questo, non si ha bisogno di dichiarare un periodo di preavviso e il lavoratore viene licenziato in tronco.

Gli altri due casi vedono l'interruzione del contratto per giustificato motivo soggettivo ed oggettivo, e in entrambi occorre il preavviso. Il primo caso prevede che sia successo un qualcosa di meno grave, ma che comunque induce il proprietario dell'azienda a licenziare il suo impiegato; nel secondo caso, il licenziamento avviene per cause più affini all'azienda, come aver bisogno di chiudere un settore, effettuare dei tagli.

Una volta che il contratto viene sciolto, il lavoratore dovrà ricevere la sua liquidazione e tutto ciò che gli spetta.

Tipologie del contratto a tempo indeterminato

Il regolamento prevedere che il contratto a tempo indeterminato possa essere di due tipi: full time o part-time. Il primo prevede orari di lavori che coprono tutta la giornata, cioè un tempo pieno; nel contratto part-time, invece, il lavoratore si impegna per orari ridotti ed un tempo parziale.

Questa informazione e tante altre devono essere messe per iscritto nella formazione del contratto.

Dunque, si devono inserire in esso, oltre gli orari di lavoro, le prestazioni ed il tempo, anche i dati relativi ad entrambe le parti; la retribuzione; l'obbligo di preavviso in caso di rottura del rapporto lavorativo; dati di registrazione e informazioni riguardanti i giorni di ferie, le ore di permesso che spettano al lavoratore per legge.

Preavviso del licenziamento contratto a tempo indeterminato

Il cosiddetto periodo di preavviso, nel caso del licenziamento contratto indeterminato, spetta se le cause di questo siano di natura oggettiva o soggettiva oppure nel caso in cui le dimissioni siano effettuate da parte del dipendente.

Esso non è altro che il tempo che passa dal momento in cui viene dichiarato all'ultimo giorno effettivo di lavoro. Il periodo di preavviso non si comunica in modo verbale, ma via telematica e, cosa più importante, i tempi sono indicati dall'istituto preposto alla previdenza sociale, cioè dall'inps e dai singoli contratti.

Il lavoratore può presentare le sue dimissioni senza giustificare il motivo, a differenza del datore di lavoro che è obbligato a farlo. La cosa importante è che si rispetti il periodo di preavviso, i quali giorni effettivi dipendono da molti fattori: dalla tipologia di contratto che si ha; dal livello di anzianità; dalla qualifica.

Per un lavoro full time si può andare dagli otto ai quindici giorni se si ha un'anzianità da massimo a più di cinque anni. Nel caso del lavoro part-time, da quattro ad otto giorni di calendario, se si hanno massimo o più di due anni di anzianità.

Nel caso in cui non si rispettino i giorni di preavviso si incorre in una decurtazione nella liquidazione parti all'importo che il lavoratore avrebbe ricevuto per il periodo di preavviso, in cui però non ha prestato servizio.

In caso di dimissioni, sommariamente si può affermare che il tempo di preavviso dipende dalla qualifica del dipendente e che per colori i quali posseggono una qualifica bassa sarà di circa quindici giorni. Ai lavoratori, invece, in possesso di una qualifica più alta, il tempo di preavviso può anche essere di mesi.

Contratto a tempo indeterminato e periodo di prova

Prima di assumere un dipendente, il proprietario dell'azienda può assumersi il diritto di far esercitare al nuovo lavoratore un periodo di prova.

Egli, dunque, dopo un colloquio preliminare può incorrere in questo periodo, nel quale entrambe le parti possono interrompere precocemente il rapporto. Il periodo massimo è limitato dai singoli contratti, ma di solito non va mai oltre i sei mesi. Chiaramente, il periodo di prova, per legge, deve essere notificato in forma scritto e firmato sia dal datore di lavoro che dal lavoratore scelto.

Per quanto riguarda il lato economico circa il periodo di prova, l'impiegato riceverà una somma maggiore di denaro rispetto a quando potrà diventare di ruolo.

Licenziamento contratto a tempo indeterminato part time

Una tipologia del contratto a tempo indeterminato può essere il part-time, cioè il tempo di lavoro ridotto.

Licenziare un lavoratore che detiene questo tipo di contratto, non ha regole diverse, in quanto il datore di lavoro deve attenersi alla giustificazione; al periodo di preavviso e alla giusta liquidazione da conferire al lavoratore.

Molte volte le dispute e gli scontri tra datore di lavoro e impiegato, nel momento della rottura del loro rapporto lavorativo, vertono sulla questione preavviso e, dunque, sull'anzianità accumulata.

A chi rivolgersi in caso di licenziamento con un contratto a tempo determinato

Per potersi tutelare e/o, comunque, avere tutti i chiarimenti possibili, un lavoratore in caso di licenziamento contratto a tempo indeterminato può e deve rivolgersi ad un avvocato.

Questo lo seguirà nell'iter e gli garantirà i suoi diritti.

In prima cosa, si dovrà capire in che modo è stato licenziato, se per giusta causa; se con motivi soggettivi o legati all'azienda, ed in questo caso oggettivi. Se il datore di lavoro ha fatto tutto in modo regolare e, dunque, rispettando il periodo di preavviso.

Il dipendente, potrà anche rivolgersi all'Inps per capire quanto gli spetta di liquidazione, in base a tutto il periodo in cui ha prestato servizio per quella tale azienda.

Licenziamento contratto a tempo indeterminato a Roma – Studio Legale Flaminio

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