
Lavoro in nero a Roma
Il lavoro in nero, altresì detto “lavoro irregolare o sommerso”, è quella pratica con cui il datore di lavoro impiega il lavoratore subordinato senza aver comunicato l’assunzione al Centro per l’Impiego; ne deriva, tra le altre, il mancato pagamento dei contributi dovuti all’INPS e all’INAIL.
Cos’è il lavoro in nero
Dopo aver stipulato il contratto di lavoro con il dipendente, il datore deve darne comunicazione entro le 24 ore che precedono l’inizio del rapporto di lavoro, agli enti preposti. In caso contrario, anche se il lavoro inizia, lo Stato non è a conoscenza che quel dipendente sta svolgendo mansioni per l’azienda e di conseguenza si classifica come lavoro sommerso.
Sanzioni per il lavoro in nero
Il lavoro in nero prevede delle maxi sanzioni e più precisamente, per ogni lavoratore:
- Fino a 30 gg. di lavoro nero da € 1.500 (+300 di magg.) a € 9.000 (+1.800 di magg.);
- Da 31 a 60 gg. di lavoro nero da € 3.000 (+600 di magg.) a € 18.000 (+3.600 di magg.);
- Oltre 60 gg. di lavoro nero da da € 6.000 (+1.200 di magg.) a € 36.000 (+7.200 di magg.)
L’importo va poi aumentato, a partire dall’1.1.2019, del 20% nell’ipotesi in cui il lavoratore impiegato è un extracomunitario senza regolare permesso di soggiorno o un minore in età non lavorativa.
Sanzioni per il datore di lavoro
E’ però prevista una procedura premiale; è infatti obbligatoria la diffida del datore di lavoro che, in caso di regolarizzazione del lavoratore, comporta il pagamento della sanzione nella misura minima.
Denunziare il lavoro in nero
Come denunciare il lavoro in nero? Una volta scoperto che sta lavorando in nero, il lavoratore ha diverse possibilità:
- può denunciare l’irregolarità all’Ispettorato territoriale del lavoro di competenza, di persona o a mezzo PEC o raccomandata, allegando documenti probatori e testimonianze;
- denunciare alla Guardia di Finanza, compilando un apposito documento che contiene i dati del lavoratore, il luogo in cui lavora e le prove delle irregolarità;
oppure può rivolgersi al proprio sindacato di categoria, il quale avvierà un tentativo di conciliazione col datore accusato, che se avrà esito negativo, sfocerà nella denuncia al Giudice del Lavoro
Sanzioni per il lavoratore
Anche per il lavoratore sono previste delle sanzioni se ad esempio si accorda con il datore per lavorare in nero e percepire altri redditi; potrebbe infatti subire la revoca della disoccupazione e l’obbligo di restituzione di eventuali arretrati, più le eventuali conseguenze penali per una truffa nei confronti dell’INPS.
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